CONVEGNO COHERENCE n. 2, dicembre 2011: Fusione Nucleare Fredda

Il 14 dicembre si è tenuto, presso la Casa dell’Aviatore  Coherence 2011, il convegno sulla “Fusione Nucleare Fredda”. Di fatto, l’elemento di cronaca di questi tempi, ossia il successo preliminare di Rossi-Focardi  impone la trattazione specifica di questa tematica, anche se, per gli addetti ai lavori, si tratta sempre dello stesso  argomento principe studiato negli ultimi 10 anni.

Vincenzo Valenzi ha fatto da “Chairman” del Convegno, che è stato introdotto dal Gen. Mario Maiorani, Presidente  ANUA, il quale ha dato il benvenuto ai presenti a nome dell’Aeronautica e, oltre a fare da coordinatore, ha rappresentato l’enorme interesse personale e di alcuni Enti militari  per il problema dell’energia, dell’ambiente e della relativa salute. L’apertura dei lavori tecnico-scientifici è stata presentata dal Prof. Gianni Degli Antoni, professor emerito dell’Università di Milano e Presidente della Associazione Fisica di Frontiera, che ha messo in evidenza l’enorme importanza del nuovo approccio scientifico che egli ha definito “open science”.

Questo nuovo fronte scientifico esprime l’atteggiamento “aperto” di scienziati e ricercatori “liberi ed indipendenti che non sono cioè assoggettati alle forti imposizioni degli organismi scientifici (soprattutto di ricerca fisica), che devono  per forza difendere, gli interessi di alcune classi privilegiate della Comunità Scientifica Italiana ed europea. Negli ultimi 20 anni, questa frangia di potere scientifico, ha fortemente avversato lo sviluppo della fusione nucleare fredda. A nome di tutti, Gianni Degli Antoni ha ringraziato l’Aeronautica per l’apertura mentale che ha dimostrato nei confronti di questa tematica, ospitando il Convegno e dimostrando interesse senza pregiudizi all’argomento della Fusione Nucleare Fredda. ” Purtroppo in questo mondo” ha dichiarato Degli Antoni, “si sta vivendo una situazione difficile, per cui gli unici che possono paradossalmente salvare il mondo sono i militari, non crediate che io sia un filo-militarista, solo penso che i militari hanno avuto un ruolo. Se guardate il corso del tempo, negli ultimi anni, l’industria militare è in crisi e questo è un indizio del fatto che abbiamo sviluppato tutto sul debito pubblico. Prima per favorire il debito pubblico si sosteneva la guerra fredda con i sovietici; gli americani raccontavano bugie sui russi, i russi sugli americani e il debito pubblico è sempre aumentato. Adesso siamo in crisi. Noi vogliamo pagare i debiti con degli altri debiti, ma sono già troppi, quindi il gioco che fanno i governanti di questa virtualità, sta terminando. Attenzione, la virtualità e la fusione fredda sono i veri elementi. La virtualità è una grande invenzione. Attenzione Berlusconi si è arricchito con la virtualità, l’ha capita bene, tanti l’hanno imitato e si è creato il caos. Quindi la virtualità è l’idea, il progetto, ma per realizzarla bisogna produrre energia. E’ inutile girarci attorno, quindi l’equilibrio tra chi  possiede la ricchezza e chi possiede la ricchezza per lavoro, è il problema del dibattito di questi giorni. La fusione fredda può entrare in questo capitolo, grazie ai militari può fare molto di più. Perché? L’industria militare non può immaginare di fare l’industria militare per favorire pochi potenti e far morire tanti civili. L’industria militare deve cambiare ruolo. Il Pakistan lo sta facendo. Il peace keepink (mantenimento della pace) è una nuova forma di civiltà portata avanti dai militari, questo è il mio punto di vista, non so se il generale sarà d’accordo, ma è il mio pensiero. I militari hanno queste enormi possibilità, di distribuire le risorse infrastrutturali ai Paesi poveri, per evitare in Medioriente la guerra sull’acqua. L’acqua c’è, bisogna dissalarla attraverso l’energia, e il sistema c’è, si chiama ECAT di Rossi-Focardi e lo dico con forza. Sono riusciti a dare una realizzazione industriale, adesso è il momento di altri scienziati. Siamo solo all’inizio. Quindi  i militari  sono il nostro nodo focale.  E questo l’ho scoperto quando ho saputo quanto costa un litro di benzina in Afghanistan. E quel costo lì lo paghiamo con l’occupazione militare da qualche altra parte.  Quindi è tutto un disegno. Come adesso c’è un disegno pericolosissimo in Oriente con l’Iran. Non si può aumentare l’armamento nucleare per fare la guerra a Teheran, questo è pericolosissimo, perché io giuro che le armi atomiche ce le ha già, le ha comprate nel momento in cui se ne è disfatta l’Unione Sovietica. Quindi a questo punto, è bene che lì trattiamo la pace. Per avere la pace non c’è santo che tenga, è importante dare un po’ più di acqua a qualcuno… In questo modo, il rischio dei militari per fare la guerra, si riduce… Ma questo non lo può fare Berlusconi o Monti, lo devono fare i militari, per l’interesse della loro categoria, perché diventino qualcosa con la loro coscienza civile che hanno già, che supplisce, quello che i governi locali non sono stati capaci di fare. Non c’è più cultura, abbiamo reso completamente ignoranti le persone del Terzo mondo, ora li odiamo gli spariamo per la strada, usiamo gli extracomunitari quando ci fanno comodo, c’è un disagio generale. Ora queste sono le possibilità: abbassare il debito pubblico attraverso la fusione fredda. Bisogna avere questo coraggio. Se i petrolieri avranno un po’ meno soldi non soffrono, faranno meno vasche da bagno con oro massiccio. (…) Il mondo occidentale in particolare l’Europa, ha campato sulla produzione di cose per “della gente” che ha l’energia in mano… Lasciamogliela tutta!!! Cominciamo a sperimentare dal Polo Nord o Polo Sud, dove non diamo fastidio a nessuno, perché lì l’energia non ce l’hanno. Gli altri non sono capaci di produrre energia, bisogna avere più coraggio e che il mondo militare ci guidi per la pace”.

I due relatori iniziali hanno, inoltre, messo in evidenza, il grande e corale sforzo energetico ed economico italiano, che è stato fatto negli ultimi due decenni e, comunque, negli ultimi tempi al fine di consentire al Paese, di utilizzare le potenzialità emergenti dal grande lavoro fatto da alcuni scienziati pionieri  (fisici, matematici, ingegneri ecc.) italiani che hanno lavorato in cattive condizioni negli Istituti come INFN, ENEA, Università, dai tempi di Enrico Fermi a tutt’oggi. Grazie al  loro grande lavoro  e all’antico genio industriale,  la Fusione Nucleare Fredda potrebbe diventare una solida realtà italiana, di grandissimo supporto alla risoluzione dei problemi energetici impellenti. Si potrebbe così, rilanciare nel Mondo, il prestigio scientifico italiano oltre all’economia dell’Italia. Una opportunità su cui discutere, per contribuire allo sviluppo di questa grande occasione per il nostro Paese e il Mondo intero, che hanno bisogno di energia  e di uno sviluppo sostenibile.

Nel medesimo contesto, molto illuminante è stata la presentazione del prof. Luigi Campanella sul ruolo della chimica nella sostenibilità ed energia. In questo periodo storico, la crisi economica (afflitta dagli “spreads” etc.) e la sostenibilità vengono molto condizionati dagli enormi incrementi di costo dei combustibili fossili e dalla riduzione degli stipendi e in genere, delle entrate al popolo.

Al  Dott. Ubaldo Mastromatteo, direttore della ricerca avanzata della multinazionale STM Milano è toccato il compito di presentare, in sintesi, gli scenari energetici italiani prossimi venturi, soprattutto integrativi, alternativi e rinnovabili. Mastromatteo ha  fatto un quadro su tutte le energie che abbiamo a disposizione e ha messo in evidenza, come per i prossimi decenni, o si trovano fonti di energia alternative significative, o si rischia il default energetico. La grande opportunità, a suo avviso, sembra venire dalla Fusione Nucleare Fredda, come i dati ultimi sembrano decisamente confermare. “Che cos’è l’energia”? ha esordito Mastromatteo. ”La sua definizione – ha precisato – è importante ribadirlo: è la capacità di un sistema di compiere lavoro e quindi è evidente che noi non stiamo facendo questo; per compiere lavoro, la usiamo in minima parte. Ma usiamo energia per trasformare la materia per spostarci da un posto ad un altro. Faccio un esempio: da uno studio fatto, con un litro di benzina,  un’automobile a 100 all’ora, impegna una potenza di 100 kW. Negli appartamenti, di solito la potenza massima che consumiamo è di 3 kW. Quindi immaginate come dovrebbe essere strutturata una macchina elettrica rispetto ad una macchina a combustione. Pensate anche io sono rimasto impressionato… Interessante è il discorso etanolo o biodiesel che sono carburanti sintetizzati con la fermentazione di cereali, che hanno un contenuto energetico molto simile a quello dei combustibili derivati dal petrolio. Però bisogna dire che un ettaro di terra coltivato a mais, se confrontato con altri impieghi di questo ettaro di terra, fare un ettaro di mais al bioetanolo, se potessi consumare quella energia in maniera costante nel tempo, avrei 3-4 kW, un risultato minimo (…) Ora vi farò vedere anche una slide interessante: nel 2000 hanno riscontrato che l’energia prodotta nel mondo espressa in potenza è circa 2200 kW per persona. Una persona, per vivere, ha bisogno di 400 calorie, che corrisponde a 20 watt. Energia che aumenta quando aumentano attività fisiche e mentali.  Immaginate quanto è efficiente il nostro organismo umano. E se noi producessimo questa energia in calore, di quanto potrebbe aumentare la temperatura? Di niente, a differenza degli inquinanti che noi usiamo che provocano l’effetto serra. L’energia più pregiata che noi siamo in grado di produrre è l’energia elettrica, che si presta a qualsiasi tipo di utilizzo. Infatti, il nucleare è stato studiato e realizzato proprio per l’energia elettrica e infatti abbiamo il 17% sul totale energetico. Ora si sono aggiunte il fotovoltaico che produce solo lo 0,7%. Però è da notare dai grafici come il fotovoltaico abbia superato, a livello di produzione, l’eolico che rimane sempre superiore al 7,1%.  Andando avanti nei grafici, con il passare del tempo tutti i tipi di energia sono in declino.  Anche per coloro che sostengono il nucleare posso affermare che sarebbe solo un contributo che non risolve il problema. Altra forma energetica è il pannello solare che dà mille W al metro quadro e questa quantità di picco e il relativo prezzo  rimane invariato anche in inverno, ma in realtà il picco lo raggiungiamo solo a Giugno, Luglio ed Agosto. E poi, dipende anche dal luogo dove istallo il pannello solare. Ad esempio ad Agrigento il kW di picco mi dà 1400 kWh. Se noi lo mettiamo a Milano ne produce con lo stesso prezzo 1100 kWh. Nell’eolico il concetto è lo stesso. Quindi, pare evidente che dobbiamo provvedere ad incrementare la nostra energia. E la fusione fredda è l’unica strada percorribile”.

Con la relazione successiva,il Dott. Francesco Celaniha introdotto, da parte sua, il fulcro del tema della Fusione Nucleare Fredda. Celani ha presentato una lectio magistralis sulla storia, l’evoluzione e lo stato di avanzamento di questi lavori nella FNF a livello internazionale.

In seguito, il Prof. Stefano Bellucci, primo ricercatore della INFN-Frascati, ha presentato la sua relazione sugli avanzamenti e sviluppi della nanotecnologia nel campo biologico, con particolare riguardo alle applicazioni in campo neuronale. Quindi, il Bellucci ha posto in evidenza, in modo brillante, le  eventuali applicazioni della nanotecnologia nel campo della Fusione Nucleare Fredda.

Il Prof. Lino Daddi (già Capo del Gruppo di Fisica dell’Accademia Navale  di Livorno), assente per ragioni di salute, ha messo a disposizione un suo scritto, nel quale viene illustrato il modello teorico, gli esperimenti e le relative controversie sulla  Fusione Nucleare  Fredda. Successivamente, il Prof. Yogi Srivastava ha presentato gli sviluppi delle tesi oramai quasi decennali, che partendo dalla teoria coerente della Fusione Fredda di Giuliano Preparata, si è evoluta con i LENR, ossia con la teoria delle reazioni nucleari a bassa energia, sviluppate congiuntamente a Widom e Larsen.

Purtroppo, il Dott. Gianluigi Zangari non ha potuto, a causa di forza maggiore, essere presente per illustrare il suo modello teorico strutturale frattale di fenomeni di fusione nucleare fredda, vale a dire come i protoni si infilano negli alveoli della struttura cristallina trabecolare del filo di palladio.

Più tardi, il Prof. Giuseppe Quartieri (AFF, già UNIPG, UNISI, UNILUDES e  Presidente del Comitato Scientifico di Circoli dell’Ambiente) ha ripreso il discorso dell’approccio generale all’energia ed all’ambiente e/o della attuale crisi economica ed energetica. La sua relazione si è incentrata sugli elementi dell’eventuale doppia validità dei dispositivi a fusione nucleare fredda. Richiamando la relazione iniziale del Prof. Gianni degli Antoni, il Quartieri ha ben messo in evidenza l’acutezza e l’apertura dell’approccio degli Enti militari per la ricerca di dispositivi alternativi per l’alimentazione di sistemi di trasporto delle truppe. In altre parole, con riferimento al Protocollo Aggiuntivo al Trattato di non Proliferazione (2007), al momento i dispositivi a fusione nucleare fredda, sono intrinsecamente civili e non si possono prevedere alcune implicazioni di applicazioni militari in senso stretto. Quindi, rientrando nel discorso della teoria della Fusione Nucleare Fredda, il Prof. Quartieri ha sottolineato che per ora vengono considerate valide solo teorie sviluppate per la spiegazione della Fusione Nucleare Fredda, che non escono fuori dal seminato del Modello Standard di Fisica Quantistica (incluse le q-deformations),  per la spiegazione dei tre aspetti principali (superamento della barriera di Coulomb, branching ratio e rapporto di caricamento estremamente elevato, da parte del deuterio, nella matrice di palladio (o Nichel); rapporto che, come fu teoricamente dimostrato dai lavori di  Giuliano Preparata è uguale o superiore a 0,95). In particolare, il Prof. Quartieri ha messo in evidenza che solo la componente magnetica dell’interazione elettromagnetica fra i due protoni (o deutoni) in avvicinamento – dopo la distanza media calcolata da Giuliano  Preparata  – agendo in  modo attrattivo, supera la componente elettrostatica repulsiva e consente la vera  compenetrazione dei due protoni (deutoni).

Questa relazione è stata quindi completata dal Dott. Piero Quercia, con l’analisi e la presentazione degli effetti depuranti di batteri estremofili quali la Ralstonia detusculanense scoperta dal Gruppo Celani negli anni 2000, durante un esperimento classico di fusione fredda. Il dott. Quercia ha riportato gli enormi sviluppi delle applicazioni a scopo di depurazione e di “Bioremediation” anche di rifiuti nucleari attorno a centrali nucleare e campi di battaglia.

Immediatamente dopo, il Dott. Paolo Pasquinelli, del CISAM di Livorno, ha presentato una bella relazione molto dettagliata e precisa a proposito degli effetti biologici della radiazione ionizzante e non ionizzante proveniente da centrali nucleari a fissione. Il Dott. Pasquinelli ha innanzitutto messo in evidenza la differenza classica fra “incidente ed accidente” secondo la scala INES dei guasti nucleari. Ha quindi velocemente analizzato alcuni aspetti degli effetti delle radiazioni emesse a Fukushima. Ha così preso lo spunto per mettere in evidenza che anche la bassissima emissione di neutroni, nel caso della Fusione Nucleare Fredda, implica la necessità di considerare gli aspetti di sicurezza.

L’ultima relazione sulla “bioremediation” di effetti di guasti di Centrali Nucleari da fissione è stata presentata in modo eccellente dal Dott. Sergio Bartalucci dell’INFN-LNF di Frascati. La relazione del Dott. Bartalucci fa da sponda e da preparazione ad un Convegno sull’argomento della “bioremediation” che va assolutamente affrontato con rigore, forza e slancio culturale scientifico. Certamente si tratta di lavori che richiedono molti sviluppi teorici e sperimentali, ed hanno segnato la strada del nuovo trattamento dei rifiuti  nucleari.

Il pubblico numerosissimo ha partecipato interessato con domande rivolte ai relatori, contribuendo a rendere il pomeriggio gradevole e di altissimo livello. In particolare sono stati interessanti gli interventi dell’Astrofisica Giuliana Conforti  e del Naturalista Prof. Ettore Ruberti.

g.p.

 

Riacquistare Saggezza attraverso Seneca

 

Intervista a Gianni Degli Antoni a cura di Giuliana Poli

 

La Brevità della vita di Seneca, prof. Degli Antoni,  è sempre nella Sua tasca, come l’ha aiutata nel Suo mondo scientifico.

 

Bè intanto con l’accorgermi che in duemila anni, non è cambiato niente.

E certamente la differenza che c’è, è il petrolio, le automobili… Ma dal punto di vista dei rapporti sociali e delle forme democratiche, tutte bugie, è tutto uguale. Il modo di gestire i conflitti è cambiato nella facciata, ma nella sostanza l’uomo ha una grande incapacità a collaborare. Siamo tutti individualisti e non riusciamo mai ad accordarci su nulla. Questo è il problema, che non c’è capacità e, nello stesso tempo, questa è l’altra faccia della medaglia, poiché noi siamo capaci di accordarci dietro una bandiera, però a questo punto siamo nei guai, in quanto di bandiere non ce ne sono tante. Chiaramente il problema di fondo è l’energia, giacché la mancanza di energia e di ricchezza, produce violenza, prostituzione, delinquenza, la stessa delinquenza politica è conseguenza del fatto che c’è qualcuno che non ha letto con sufficiente attenzione questo libro. Bisogna diventare saggi tutti quanti, non solo io. Leggo questo libro per cercare d’insegnare la Saggezza che è necessaria. Qualche guerriero ci vuole, Sono un po’ malmesso ma sempre guerriero.

 

Che cosa pensa di NiKola Tesla?

 

E’ una leggenda… In realtà c’è un sacco di cose concrete, ma ci vorrebbe un’infinità di laboratori e anche di apertura mentale nei confronti di Tesla. Tesla ha inventato quasi tutto.

 

Ho letto che hanno rubato molto materiale a Tesla che hanno fatto alla fine impazzire e alcuni affermano che sia stato poi ucciso.

 

Certo hanno rubato tanto. I motori elettrici vengono tutti da Lui… e tanto altro.

 

Ma crede che quelle sue scoperte vengano utilizzate contro l’umanità? E’ vera questa cosa o una leggenda anche questa?

 

Diciamo che tutto quello che viene usato in maniera impropria contro l’umanità non è semplice sapere. La comunicazione, oggi, non dice niente di specifico e se poi si fanno cose specifiche contro l’umanità, inventano una scusa per cui questo avviene. Quindi, contro l’umano, in maniera esplicita, non c’è. Non ci credo. Fondamentalmente penso che gli uomini sono aperti, però dopo un po’, ad un certo momento, nasce la voglia di conflitto, perché siamo in tanti… Per cui cosa pensano i grandi pensatori per ridurre i problemi, semplice e chiaro, si fa una guerricciola!

 

Professore, con la fusione fredda, ci siamo?

 

Certo che ci siamo! Gli ostacoli sono immensi, le lobby di potere sono contro, ma “una roba così” è un vero miracolo, un vero miracolo!!! Un fenomeno è successo, che Rossi e Focardi, per carità, non cominciano da zero, ma capendo il fenomeno dall’inizio, hanno messo a punto una particolare tecnologia che è in vendita, quindi non è più un fenomeno che esiste o non esiste, è in vendita. Quindi si tratta di capire che si può fare energia a basso costo, non inquinante. Quindi bisogna dire ai giornali che incomincino  a pubblicare le cose, e non ci lascino soli nel mondo delle catacombe.                                                                                                                                           Bisogna fare un progetto pilota, piccolo, in cui si vede che esplicitamente tutti devono sapere che in quella zona di energia non è più petrolifera ma di fusione fredda.

 

E l’energia nucleare?

 

L‘abbandonano. In Giappone l’abbandonano.