Non sempre l’ottimo rappresenta il buono

Intervista all’On. Paolo russo, Presidente della XIII Commissione Agricoltura  della Camera dei Deputati.

 

On. Russo cosa pensa del decreto Monti a proposito dei bio-shopper?

Semplicemente non possiamo permetterci di sottrarre all’alimentazione umana la produzione di vaste aree agricole per rifornire l’industria chimica. E’ importante rendere il settore agricolo più competitivo e capace di operare all’interno di un sistema in cui sarà possibile reagire con maggiore flessibilità, non significa soggiogarlo ad interessi e problematiche ulteriori e differenti Inoltre scegliere di produrre polimeri con derrate alimentari è una decisione pesante, che incide su di un tema di attualità globale e che forse non può essere affidata alla legge del singolo stato? La ricerca scientifica che porti a soluzioni alternative è essenziale. A questo proposito Fare-Ambiente ci invita a riflettere su quale sia la vera opportunità della biodegradabilità di questi bags. Mi pare che la sollecitazione che ci vien fatta è garbata, valida dal punto di vista tecnico e soprattutto ha un impatto sociale rilevante. Ripeto l’Ambiente non deve essere vissuto come un avversario delle produzioni e delle qualità della vita. L’Ambiente deve essere integrato in questi due obiettivi ma ovviamente deve essere quotidianamente migliorato.

 

L’Acqua è la nostra vita, cosa pensate di fare in Parlamento per questo bene prezioso?

L’Acqua è un settore strategico. Anche su questo fronte dovremo evitare delle demagogie a poco prezzo. Abbiamo assistito al dualismo acqua pubblica e privata nelle gestioni. La posizione la sollecitazione di Fare Ambiente è che l’acqua venga gestita meglio con costi ridotti e a vantaggio del cittadino. Non sempre le gestioni pubbliche seguono questa strada. Talvolta anche le gestioni private sono un pessimo esempio.

Nel suo intervento parla di proteggere il mare ma anche i pescatori

Si equilibro, non sempre l’ottimo rappresenta il buono.

A furia di etichettarci con greening esasperato, danneggiamo la tradizione dei nostri popoli mediterranei, da non avere la pesca tradizionale..,

Scusi ma quella che decanta Lei è la pesca del Vecchio e il mare di Hemingway!!! La pesca cosiddetta tecnologica sta distruggendo la fauna marina!

Il rischio però è che se vogliamo da una parte ammazzare i piccoli rischiamo di alimentare le grandi lobbies della pesca. Invece è vero il punto di equilibrio. L’agricoltore come il pescatore è un elemento essenziale della vita moderna, deve poter far reddito, deve rispettare il mare che è fonte del suo reddito. Se ammazziamo troppi pesci questa fonte non è più rispettata, se ammazziamo i pescatori lo stesso!

Siamo oggetto di speculazioni finanziarie in cui si vuol affossare la piccola e media impresa, come fare per mantenere come dice lei questo equilibrio.